Saturday, December 11, 2010

IC 443 in H-Alpha


Una ripresa di questa bella nebulosa ad emissione, realizzata questa notte...

Media di 73 pose da 2 minuti
Immagine risultante:146 min min
MZ2-Pro su Orion UK SPX300 F/4
Rowe coma corrector Baader
Filtro H-alpha 12 nm Astronomik
3 dark
5 flat

Elaborazione Deep Sky Stacker, Photoshop
Luogo di ripresa: La Loggia (To) m 232 slm

Thursday, December 09, 2010

M1


Un classico invernale, la nebulosa M1,residuo di supernova.
Avevo già ripreso questo oggetto in passato, ma ho deciso di provare con l'SPX per valutare le differenze rispetto agli strumenti utilizzati precedentemente.
Il seeing della serata, pessimo, non ha certamente aiutato, nè la guida, nè il livello di dettaglio ottenuto, ciononostante la trovo un'immagine degna di essere pubblicata.
Sigma clipping di 20 pose da 5 minuti
Immagine risultante:100 min
MZ2-Pro su Orion UK SPX300 F/4
Rowe coma corrector Baader
Filtro H-alpha 12 nm Astronomik
No dark
5 flat

Elaborazione Deep Sky Stacker, Photoshop
Luogo di ripresa: La Loggia (To) m 232 slm

Wednesday, December 08, 2010

Dettagli ornitologici



..ovvero...primissimo piano sul Pellicano

Media di 13 pose da 5 minuti
Immagine risultante:65 min
MZ2-Pro su Orion UK SPX300 F/4
Rowe coma corrector Baader
Filtro H-alpha 12 nm Astronomik
No dark
5 flat

Elaborazione Deep Sky Stacker, Photoshop
Luogo di ripresa: La Loggia (To) m 232 slm

L'immagine qui sopra mostra l'area indicata nel riquadro rosso in questa vecchia ripresa di IC5070.

Monday, December 06, 2010

Messa a punto del Newton SPX300 F/4



Dopo la prima luce del 3/12, ho speso alcune ore ad ottimizzare il setup del nuovo Newton Orion UK.
Nulla di drammatico, per carità...ho solo effettuato una collimazione accettabile, ho bilanciato bene il carico sulla montatura, ho verificato il serraggio di tutti i raccordi, viti, bulloni, etc etc ed eseguito un'attenta messa a fuoco (manuale).
Mi sono anche accorto che la camera di ripresa riprendeva in binning e l'ho impostata a lavorare in pixel reali per ottenere una maggiore risoluzione di guida.
L'immagine qui sopra testimonia il risultato e mostra quanto questi aspetti, talvolta colpevolmente tralasciati dall'astrofilo assetato di riprese, possano influenzare la resa dello strumento e la qualità dell'immagine.
Certo, l'immagine è più rumorosa della precedente, ma qui il tempo di integrazione è molto inferiore e il cielo si è andato gradatamente velando..
Con questo passo in avanti, sono fiducioso che il nuovo arrivato mi regalerà delle belle immagini in futuro..

Media di 9 pose da 3 minuti
Immagine risultante:27 min
MZ2-Pro su Orion UK SPX300 F/4
Rowe coma corrector Baader
Filtro H-alpha 12 nm Astronomik
No dark
5 flat

Elaborazione Deep Sky Stacker, Photoshop
Luogo di ripresa: La Loggia (To) m 232 slm

Friday, December 03, 2010

Oh oh cavallo (prima luce Orion UK SPX 300 F/4)



E' la prima luce del Newton SPX, collimazione precaria..fuoco migliorabile..inseguimento impreciso.. ma va bene così!


Media di 30 pose da 5 minuti
Immagine risultante:150 min
MZ2-Pro su Orion UK SPX300 F/4
Rowe coma corrector Baader
Filtro H-alpha 12 nm Astronomik
No dark
7 flat



Elaborazione Deep Sky Stacker, Photoshop
Luogo di ripresa: La Loggia (To) m 232 slm

Sunday, October 24, 2010

Raccolta di immagini astronomiche

Una raccolta di alcune immagini naturalistiche ed astronomiche... con in sottofondo una versione di Moondance realizzata da uno sconosciuto -per ora- gruppo jazz

MOONDANCE










.

Thursday, October 21, 2010

Un'occhiata a Giove

Dopo una settimana..travagliata..e con un cielo che si è rapidamente velato, ho acquisito al volo un filmato di Giove, giusto per poter dire di aver fatto qualcosa..



Meade LX200ACF 8" a F/20 (F=4000mm)
Toucam Pro II
Filtro IR Cut Astronomik
Processing: Registax
1200 frames @ 10 fps
Seeing: II Antoniadi
Data ripresa:21/10/2010
UT ripresa 20:00
Luogo di ripresa: La Loggia (TO)

Friday, October 08, 2010

LO SCEMPIO



ARRIVA L'IKEA A LA LOGGIAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAAA!!! LEGGETE E RIFLETTETE...
http://www3.lastampa.it/torino/sezioni/cronaca/articolo/lstp/353302/


Che dire,
trattengo a stento le lacrime di gioia...spero proprio che basti
qualche milione di metri cubi di cemento ad eliminare finalmente quel
...poco, fastidioso, verde superstite a La Loggia! Nel dubbio meglio
abbondare, fatevi sotto ragazzi...giù con gru,escavatori,betoniere, chi non può aiuti a mani nude...il bengodi... è arrivato anche per noi, finalmente!!!Già
che si siamo comunque, io penserei un pochino più in grande: perchè non
realizzare un bel sarcofago di cemento, tipo quello sul reattore 4 di
Cernobyl sopra il Po e poi, sopra quell'area, finalmente liberata dal
fastidioso corso d'acqua, costruire, che so un bel megaparcheggio con
annesso centro commerciale? Mica roba grande o invasiva, due/trecento
ettari di adorabile asfalto, che tanto ci aiuta a combattere la calura
estiva..Poi però, suggerirei di pensare anche ad allestire
un Museo della Memoria...con dentro un metro quadro di prato...a perenne
ricordo dell'assassinio perpetrato ai danni della Natura, magari lo si
potrebbe costruire vicino al nuovo asilo e portare i bambini di domani a
vedere...quelle cose ormai estinte e comunque irrimediabilmente
superate...l'erba, i fiori...

Le generazioni future ci faranno rivoltare nella tomba a forza di urlarci VERGOGNA!Ma..non era la sinistra che aveva "nel proprio DNA"
la questione ecologista? No, perchè qui si parla solo di denari in
tasca..boh, ci sarà una svista...comunque bando ai sentimentalismi,
forza..avanti col calcestruzzo, dai Gianni, che è l'era dell'ottimismo!!!!!

Ed ecco un paio di articoli interessanti, pubblicati a Marzo 2009 da Repubblica, aiutano a capire un po' meglio cosa sta succedendo....


Così il cemento "mangia" il suolo: in 16 anni costruita un´altra Torino

L´Osservatorio della Provincia: dal 90 al 2006 ville e capannoni per 7.500 ettari




di Stefano Caselli da Repubblica del 28/3/09 – Cronaca di Torino



In soli sedici anni, tra il 1990 e il 2006, ci siamo costruiti un´altra Torino. Ma questa volta non si parla di immagine, di una città nuova, post-industriale, moderna e olimpionica. Parliamo di mattoni veri e non metaforici: case, villette, capannoni, aree agricole cementificate. È il risultato di una ricerca dell’Osservatorio sullo sfruttamento del suolo della Provincia di Torino. Nel periodo di tempo considerato - 1990-2006 appunto - la superficie edificata del territorio provinciale è aumentata di 7.500 ettari: una fetta di Piemonte più o meno corrispondente all’estensione del comune di Torino.


La Provincia di Torino è oggi l´unica in Italia ad aver istituito un Osservatorio sul consumo del suolo che, analizzando i dati urbanistici a partire dal 1820, è giunta alla conclusione che il nostro territorio - probabilmente - è già al di là della soglia di sopportazione: «Servono informazioni per sensibilizzare la coscienza di chi governa il territorio - dice il presidente Antonio Saitta – l’Osservatorio non è un no allo sviluppo, è la risposta a chi propone la deregolamentazione urbanistica, in cui ognuno ha licenza di occupare e di sprecare. Servono nuove regole».


«Il problema del consumo del suolo - spiega Paolo Foietta, direttore dell’Area Territorio della Provincia di Torino - è oggi il nodo principale dal punto di vista urbanistico. Il processo di cementificazione sta portando a un progressivo depauperamento delle risorse naturali e alla crescita smisurata dei costi economici ed energetici cui viene sottoposto il territorio. Continuare a costruire è anche e soprattutto un fattore di rischio. Gli studi condotti finora sono illuminanti nell’interpretare i fenomeni di dissesto e criticità verificatisi negli ultimi anni. È bene ricordarlo, soprattutto in questi tempi di non ben definiti “piani casa” contro la crisi».


Lo sfruttamento del suolo - stando ai dati dell’Osservatorio - non sembra affatto corrispondere alle esigenze della comunità. Se infatti un tempo si costruiva per dare case a chi non ne aveva, oggi non è più così. L´impennata della curva del cemento corrisponde infatti a un periodo di flessione demografica. A partire dal 1990 la popolazione residente della Provincia di Torino - pur con qualche lieve dato in controtendenza negli ultimissimi anni - è diminuita come non accadeva da 200 anni. Se in parte ciò può essere dovuto al cambiamento dei nuclei familiari e alla tendenza al decentramento abitativo, le ragioni sono soprattutto economiche: «Il fenomeno si è ulteriormente accentuato a partire dal 2000 - prosegue Foietta - quando si sono interrotti i trasferimenti statali ai comuni, che infatti hanno costruito per far cassa. È arrivato il momento di dare un valore al suolo libero proprio in quanto libero, non in quanto potenzialmente edificabile. Altrimenti la situazione non potrà che peggiorare».





Un fenomeno preoccupante, è tempo di cambiare le leggi
Processo intensificato negli ultimi anni nonostante il calo demografico




di Luca Mercalli da Repubblica del 28/3/09 – Cronaca di Torino



Tra i tanti problemi ambientali che si stanno palesando, il consumo di suolo è tanto drammatico quanto ignorato. Se un inquinamento da rifiuti tossici è immediatamente percepito come una grave minaccia la cementificazione, al di là di un apparente danno estetico per la comunità locale, viene addirittura percepita come un valore.


Si pensa: più sviluppo, più lavoro, più infrastrutture. Il fatto è che il valore del suolo è molto più elevato del profitto immediato ottenuto dal cambiamento di destinazione d´uso. Il suolo offre servizi ambientali, produttivi ed estetici insostituibili: depurazione dei rifiuti organici e chiusura dei cicli degli elementi, filtrazione dell’acqua e mitigazione del rischio alluvionale, produzione alimentare e di materie prime vegetali, rifugio per la biodiversità, luogo di ricreazione spirituale e fruizione turistica.


La formazione del suolo è un processo millenario, la sua distruzione, che una ruspa opera in pochi minuti, è un processo irreversibile, che pesa sul presente e su un lunghissimo futuro, privando gli abitanti di un territorio della base stessa di sussistenza alimentare. La dilapidazione del patrimonio pedologico affligge inoltre i suoli migliori, quelli delle pianure irrigue, facili da edificare e vicini ai centri urbani e ai nodi viari.


Bene ha fatto la Provincia di Torino a istituire un osservatorio permanente sul consumo di suolo, il primo passo per la salvaguardia di questo bene non rinnovabile è la conoscenza dell’evoluzione nel tempo del fenomeno, indagato attraverso il confronto della cartografia storica fin dal 1820 e poi delle fotografie aeree. Il quadro che ne esce è preoccupante, con un’artificializzazione del territorio che raggiunge attualmente il nove per cento dello spazio provinciale, con punte del 50-60 per cento nell’area metropolitana torinese.


Appare anche come negli ultimi anni tale processo si sia intensificato pur in assenza di una reale necessità di natura demografica, a causa di leggi poco lungimiranti che concedono ai comuni di finanziare le spese correnti con gli oneri di urbanizzazione, un po’ come vendere un rene per pagarsi la spesa al supermercato. Se le leggi devono difendere i beni comuni, allora è venuto il momento di cambiarle.

Wednesday, September 01, 2010

I mille veli del Cigno

Diciamo la verità...sono un po' stanco....ormai sono notti e notti che dormo pochissimo.
Mi consola il bottino portato a casa...stasera il Cigno mi ha fatto dono di altri splendidi ricami, quelli di NGC6960.


Media di 15 pose da 15 minuti
Immagine risultante:225 min
MZ2-Pro su Pentax 75 SDHF
Filtro H-alpha 12 nm Astronomik
No dark
7 flat

FWHM medio: 1.5

Elaborazione Maxim DL, Photoshop (minima: solo regolazione livelli)
Luogo di ripresa: La Loggia (To) m 232 slm

Per ovviare ad una leggera elongazione causata probabilmente da una flessione nel treno di ripresa, ecco una versione sottoposta a deconvoluzione.

Tuesday, August 31, 2010

NGC6992 (dettaglio) in H alpha

Questa serata segna il probabile addio definitivo alla guida con PHD.
L'immagine di ieri sera risentiva di una certa elongazione stellare, sebbene il grafico di guida fosse a posto. Escluse flessioni e rotazione di campo, non sapevo più a cosa pensare, così ho deciso di provare a guidare con Maxim, cosa che non facevo da tempo, mantenendo il resto del setup invariato.
Risultato...beh, eccolo qui il risultato!!
Guardatela a piena risoluzione e godetevi i dettagli...



Media di 13 pose da 15 minuti
Immagine risultante:195 min
MZ2-Pro su Pentax 75 SDHF
Filtro H-alpha 12 nm Astronomik
No dark
7 flat

FWHM medio: 1.6

Elaborazione Maxim DL, Photoshop (minima: solo regolazione livelli)
Luogo di ripresa: La Loggia (To) m 232 slm